Osteria Da Paco

Chi Siamo

Come dalla nonna…


L’atmosfera di casa e le ricette di una volta rivisitate con le conoscenze e le tecniche di oggi per proporti piatti gustosi e genuini.

Ogni giorno è una piccola festa, l’allegria è un ingrediente indispensabile per vivere bene.


Scegliamo solo fornitori del nostro territorio, che visitiamo di persona per conoscerne la storia e le scelte. E condividere una certa idea di Romagna:
quella autentica, che abbiamo scoperto da bambini e ci emoziona ancora oggi.


L’amore per la cucina romagnola è una storia di famiglia da quattro generazioni: conservare le tradizioni della tavola, i saperi e i sapori della nostra terra, i profumi e i ricordi con cui siamo cresciuti è la nostra missione.

I bisnonni Sante e Fedora. I nonni Mirvana e Sergio e il figlio Alberto. I nostri genitori Massimo e Luciana. E oggi noi, “chi burdèl”, Denis e Fabio, insieme a una ciurma di chef, sommelier e personale di sala con cui condividiamo lo stesso sogno di sempre: vederti felice nella nostra osteria.

Mettiti comodo, sei arrivato da Paco e chi burdèl!

La storia di Osteria da Paco


La nostra storia inizia nel 1939.

Ogni giorno è una piccola festa, l’allegria è un ingrediente indispensabile per vivere bene.


Scegliamo solo fornitori del nostro territorio, che visitiamo di persona per conoscerne la storia e le scelte. E condividere una certa idea di Romagna:
quella autentica, che abbiamo scoperto da bambini e ci emoziona ancora oggi.

L’Italia sta per conoscere le angosce della Seconda guerra mondiale, non sono giorni facili. I nostri bisnonni, Sante Fusaroli e Fedora Masi, sollecitati dal papà di Fedora che vende pesce a Bora di Mercato, decidono di aprire un'osteria in via Aldo Moro, proprio dove ancora oggi c’è l’Osteria di Paco. Vendono un po’ di tutto, dalle sigarette al vino. Il locale è un punto di ritrovo per i contadini e i mercanti che il giovedì arrivano da tutta la Romagna per il mercato di Borello.

La tragedia della guerra passa proprio da qui nel 1944. L'osteria viene distrutta durante un bombardamento. Sante e Fedora, però, non si danno per vinti: finita la guerra, la ricostruiscono piano piano rendendola nuovamente un punto di riferimento importante per il paese. Il piatto forte della casa è la frittura di pesce per cui Fedora è un vero portento. L’osteria si chiama "Da Santin", perché il bisnonno Sante non è molto alto. Ma c’è anche chi la chiama "Fedora" in onore dell'azdora che tira la sfoglia e sta in cucina dalla mattina alla sera.

Nel 1959 Fedora viene tradita dal suo cuore un po' malato e Sante non se la sente di andare avanti da solo, così l'osteria viene affittata fino al 1983. Nel 1983, Mirvana, la figlia, la prende in mano insieme al marito Sergio Giunchi e al figlio, Alberto, soprannominato da tutti "Paco", perché non esce mai di casa senza essersi messo un po’ di dopobarba Paco Rabanne. L'osteria ricomincia a portare avanti la tradizione della nostra famiglia con piatti autentici della campagna, cucinati sempre con amore. Le donne di casa tirano la sfoglia, gli uomini stanno alla griglia. Il piatto forte del locale, quello per cui tanti nostri visitatori macinano chilometri ancora oggi per venirci a trovare, è il castrato alla griglia.

Nel 1996 Mirvana ha un problema al cuore e così entra in osteria anche l’altro figlio Massimo insieme alla moglie Luciana. Nel 2004 l’osteria conosce un’importante ristrutturazione: i coperti passano da trenta a cento. Nel 2014 alla guida dell’osteria da Paco arriva la quarta generazione, chi burdèl (“quei ragazzi” in dialetto romagnolo): Fabio e Denis, i figli di Massimo e Luciana. Nel 2016 il locale rinnova le celle frigorifere, il camino, la griglia e la sala del ristorante. Dal 2018 il locale diventa "Da Paco e chi burdel", si ampliano i giorni di apertura serale, vengono introdotte nuove tecniche di cottura e conservazione delle materie prime e i menù stagionali, pur mantenendo i piatti forti della tradizione romagnola, si aprono a qualche rilettura più contemporanea della gastronomia locale.

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